Anno 2012/Lo studio del dolore

Il dolore nella malattia di Parkinson.

Sta per avviarsi alla sua conclusione il progetto sul “Dolore nella malattia di Parkinson”.

Ad oggi, possiamo rendere noti i risultati della fase dello studio conclusa sul dolore cronico (DC) nel paziente portatore della malattia di Parkinson (MP)

Grazie al prezioso contributo dell’associazione GRUPPO ESTENSE PARKINSON, sono stati distribuiti oltre 100 questionari a pazienti affetti da malattia extrapiramidale, afferenti all’associazione e all’Ambulatorio per i Disordini del Movimento della UOC di Neurologia dell’Azienda Ospedaliera-Universitaria di Ferrara.

Quali sono stati i risultati del questionario sul dolore cronico?

Sono stati considerati i risultati di 70 pazienti che rispondevano ai criteri dello studio (accertata Malattia di Parkinson, mancanza di gravi disturbi cognitivi, et cetera).

Dall’elaborazione dei dati, riportati sulla scheda del dolore, è risultato che 53/70 pazienti ( 25 donne e 28 maschi) pari al 75,7%, hanno affermato di soffrire di qualche forma di dolore cronico, mentre 17/70 pazienti (3 femmine e 14 uomini) pari a 24,3% hanno negato la presenza di dolore cronico.

Fra i pazienti del gruppo con dolore cronico, 30 (56,6%) sono stati rivisti, mentre per 23 pazienti non è stato possibile proseguire con la valutazione clinica (85%) per mancata disponibilità.

Dai dati raccolti è emerso chiaramente che il dolore cronico è più frequente nella malattia di Parkinson (75,7%), rispetto ai controlli sani di pari età (62,8%) e che la presenza di dolore cronico correla con la maggior disabilità legata al Parkinson.

Di che tipo di dolore si tratta?

Il dolore è localizzato più frequentemente agli arti inferiori (70%), seguono in ordine di sede gli arti superiori (30%), spalla (26,7%), capo (16,7%) e collo (16,7%).

Il dolore muscolo-scheletrico è quello più rappresentato (93,30%), a seguire il dolore radiculo-neuropatico (20%), il dolore distonico (10%) e da neuropatia delle piccole fibre (10%), un solo caso di dolore centrale primario e nessun caso di acatisia.

La valutazione dell’intensità del dolore raggiunge valori molto elevati: in una scala da 0 a 10, si colloca in media ad un valore di 7,3.

La qualità della vita è compromessa da tale aspetto ed è peggiore quanto è più alta l’intensità del dolore cronico.
Ciononostante i pazienti non assumono terapie contro il dolore cronico, spesso per evitare l’assunzione di nuovi farmaci e solamente il 37% seguono terapia fisica.

Come viene considerato e trattato da medici e pazienti il Dolore Cronico?

La scarsa attenzione dei medici e la rassegnazione dei pazienti, tendono a sottostimare la presenza di dolore cronico e quindi a non trattarlo in modo specifico.

L’impegno verso strategie che migliorino la qualità di vita, anche attraverso la riduzione del dolore cronico, deve essere considerato obiettivo tanto più prezioso quanto più applicato a patologie croniche come la malattia di Parkinson.

Da quanto brevemente riportato, appare chiaro che il dolore cronico vada inserito nell’ambito dei sintomi non motori molto frequenti nella malattia di Parkinson.

A tal fine, risulta veramente importante verificare se i pazienti senza dolore cronico presentino caratteristiche della malattia di Parkinson diverse rispetto al gruppo con dolore cronico, e dall’altro, verificarne la diversa patogenesi mediante lo studio neurofisiologico dei sistemi implicati nella genesi del dolore cronico.

Questo per una maggior definizione dei diversi tipi di dolore cronico e soprattutto verso una sensibilizzazione dei pazienti e dei medici per terapie appropriate,al fine di correggere un aspetto che risulta incidere significativamente sulla qualità di vita del malato.

Dott.ssa Valeria Tugnoli
Responsabile del Progetto e Responsabile U.O.S. Neurofisiologia Dipartimento Neuroscienze e Riabilitazione della U.O. Neurologica della Azienda Ospedaliera Universitaria S.Anna (Direttore Prof.ssa Maria Rosaria Tola).
Collaborazione dei Neurologi del Centro Disordini del Movimento:
Dott. R. Quatrale
D.ssa Sensi
Dott.ssa Preda
Dott.ssa Della Coletta

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